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Mania Twitter il lampo del Web

Boom del nuovo sistema di news in tempo reale. Il social network ha fatto invecchiare Facebook

E’ Pasqua e la Chiesa, da sempre attenta alla comunicazione, cinguetta la Passione di Cristo in diretta su Twitter («cinguettìo»), l’ultima moda tra i social network con un software che permette di comunicare agli altri con brevissimi messaggi ciò che si sta facendo nel corso della giornata. Infatti, per attirare fedeli la Trinity Church di Wall Street, una delle più antiche chiese di New York, fondata dagli anglicani nel 1697, ha offerto una versione online delle stazioni del Calvario ed è stata la prima a celebrare il Venerdì Santo attraverso i continui aggiornamenti delle persone che hanno partecipato alla rappresentazione delle tappe della crocifissione di Gesù, inseriti sul servizio per il «microblogging» che permette di inviare gratis notiziari in tempo reale lunghi al massimo 140 caratteri - venti in meno della lunghezza massima prevista per un sms - alle proprie liste di contatti in tutto il mondo: via Web, cellulare, email, social network o altri programmi di messaggistica istantanea.

«La brevità è la caratteristica distintiva, è un’arte, insegna la capacità di sintesi e la scrittura minimalista» commenta l’esperto Michael Lopp, un noto blogger della Silicon Valley, secondo cui ci sono due tipi di cinguettìi: il «tweet» in cui chi scrive dice qualcosa agli altri (rispondendo alla domanda «Che cosa stai facendo?» o, meglio ancora, «Perchè?») e il «retweet» in cui chi scrive segnala agli altri qualcosa che ha letto in giro.

Il funzionamento del software, che - sorpresa! - piace più al pubblico adulto che a quello giovane, è semplice: non appena un utente invia un messaggio, questo viene ricevuto da tutti i contatti della sua lista. Così l'applicazione può essere utilizzata per tenere aggiornati gratis gli amici su quello che si sta facendo, ma può diventare anche una sorta di ufficio stampa, sia aziendale che personale. Non a caso Evan Williams, tra i fondatori di Twitter nel marzo del 2006, è ex addetto alle pubbliche relazioni. «Mi sono chiesto: la comunicazione è veloce e fondamentale, perchè non fare diventare immediata anche l'informazione?». Williams per ora ha scelto di non cedere alla pressioni di Facebook nè di Google, che hanno cercato di comprarlo, perchè è convinto di poter crescere ancora molto.

Il boom negli Usa è coinciso con la campagna elettorale di Barack Obama, ma sta decollando ovunque: il governo britannico vi diffonde i comunicati di Downing Street; quello israeliano vi tiene conferenze stampa su Gaza. Anche in Italia: lo si è potuto verificare quando via Twitter sono arrivate le primissime informazioni sul terremoto in Abruzzo. Internauti si sono premurati di riportare le notizie all’estero traducendo dall’italiano all’inglese. Poi le prime testimonianze. Anche la protesta che si è scatenata prima di Pasqua in Moldova è partita dai messaggi trasmessi su Twitter, subito dopo l’annuncio sulla vittoria dei comunisti alle elezioni del 5 aprile. «Non perdere la speranza: se ti trovi in Moldova, scendi in piazza e protesta!»: è uno delle centinaia di messaggi diffusi. «Se la rivoluzione anticomunista romena del 1989 fu il primo evento del genere trasmesso dalle tv in diretta, gli eventi in Moldova costituiscono la prima rivolta propagata attraverso la rete Twitter», ha scritto il quotidiano Romania libera.

Il microblogging si sta rivelando ideale per le aziende che hanno bisogno di comunicare con i loro clienti: da Dell a Zappos, passando per Ford, Kodak e Starbucks, hanno trovato in Twitter un canale di marketing per rispondere come a un evoluto servizio clienti e promuovere prodotti. Al Gore fa tam-tam ecologista; Britney Spears si sfoga contro i paparazzi. E se Ashton Kutcher, l’attore marito di Demi Moore, ha dichiarato che grazie a Twitter sua moglie ha salvato una donna che minacciava di suicidarsi, l’astronauta Mike Massimino ha annunciato che utilizzerà Twitter per mostrare il suo allenamento in vista del 12 maggio, quando partirà per lo spazio a bordo della navetta Atlantis, inviando messaggi all’indirizzo Astro_Mike.

I media tradizionali cercano di adeguarsi: Al Jazera trasmette su Twitter gli sviluppi della guerra in Medio Oriente. La Cnn, per comunicare l’attentato a Mumbai, l’ha scelto quando si è accorta di fare fatica a stare al passo con la rapidità con cui si diffondevano le informazioni via digitale. Anche il New York Times invia le news in tempo reale via Twitter. E il primo aprile scorso il Guardian ha annunciato che sarebbe diventato il primo giornale al mondo ad essere pubblicato esclusivamente su Twitter. Un passaggio definito «epocale» perchè tutti gli articoli sarebbero stati condensati in 140 battute. Con un gigantesco progetto per tradurre in «tweet» l’archivio. Annunciando che presto sarebbe arrivato «un nuovo social network che si basa sulla telepatia e che renderà Twitter obsoleto nel giro di settimane». Un pesce d’aprile. Ma - con la crisi dei media tradizionali che incombe - per un attimo c’è chi ci ha creduto.

fonte: lastampa

Facebook adesso va in tv...

...con i nuovi televisori Lcd

Le nuove generazioni di tv Samsung ampliano le possibilità di accesso a internet. Grazie agli accordi stipulati con Yahoo, Facebook, Flickr e You Tube, per visitare i più noti siti di social network basterà usare il telecomando del televisore. È sufficiente dotarsi di un collegamento ethernet o wi-fi per poter consultare le pagine preferite di Facebook, guardare i filmati di You Tube o le raccolte di immagini archiviate su Flickr; per le pagine di Yahoo si va ancora oltre dato che sarà possibile personalizzare i contenuti da mostrare su schermo, scegliendo tra i servizi News, Meteo e Finanza del portale. Contenuti che poi compariranno direttamente sullo schermo in una porzione periferica (anche questa impostabile a piacere) per non interferire sul programma che si sta seguendo. L'accordo tra Yahoo e Samsung prevede anche che i contenuti vengano ulteriormente arricchiti nel corso dei prossimi mesi. Questo pacchetto di servizi Yahoo, chiamato Media2, è offerto sui tv Samsung delle serie 7000, 6000, 7 e 6 con pannello lcd e sulle serie 8 e 6 con schermo al plasma. Rispetto alle analoghe possibilità di accesso al web fornite da alcuni concorrenti, la proposta Samsung appare vincente per la semplicità di accesso, la qualità della grafica e la ricchezza di contenuti; molte informazioni poi sono già disponibili anche in italiano e questo non è un particolare secondario. Sui modelli delle serie 6000 e 7000 lcd e sui plasma 8 e 6 è anche possibile prelevare direttamente i contenuti archiviati su pc con il protocollo dlna, senza bisogno di ulteriori apparecchi di trasmissione.

Altra importante novità in casa Samsung sono i tv lcd con retroilluminazione led, applicata sulla serie 7000 e 6000. I led vengono applicati sui bordi dello schermo al posto dei comuni tubi fluorescenti e danno due grandi vantaggi: la qualità della riproduzione del nero e delle scene molto scure è nettamente migliore, inoltre il consumo di energia scende di circa il 40% rispetto ai normali tv lcd. Ulteriore vantaggio è la riduzione dello spessore del tv, che scende fino al valore di 25 mm, un record per apparecchi che non hanno unità di sintonia separate. Per rendere più facile il fissaggio a parete è stato brevettato un nuovo sistema di estrema semplicità, praticamente come appendere un quadro con un solo chiodo. Questi apparecchi sono disponibili con misure da 32 a 55 pollici, dispongono di risoluzione Full Hd, del circuito 200 Hz per migliorare la fluidità delle immagini, sintonizzatore tv Hd e hanno un'estetica molto curata; i prezzi di questa serie non sono in stile Samsung, per esempio il 46 pollici della serie 7000 costa 2999 euro, la qualità costa anche in Corea.

Per chi prevede una spesa inferiore può contare sulla vasta gamma 7 con retroilluminazione tradizionale ma gran parte dei contenuti tecnici dei modelli led, con la serie 6 pii si possono scegliere modelli dallo schermo più piccolo, fino a soli 19 pollici ma sempre con estetica decisamente curata. Ancora più in basso nella gamma va segnalato come tutti i tv Samsung con la lettera B nella sigla sono dotati di sintonizzatore Hd per il digitale terrestre; inoltre tutti i tv Samsung sono già certificati Dgtvi per accogliere la Smarcam dedicata ai canali pay per view di Mediaset e Dahlia.

Plasma e blu-ray per completare l'offerta
Samsung ha già chiarito in passato che non rinuncia agli schermi al plasma, vengono infatti rinnovate le serie 8 e 6 disponibili in formati che vanno dai 42 ai 63 pollici. Tra le caratteristiche principali la risoluzione Full Hd, funzioni web Media2, tuner Hd, collegamento al pc con protocollo dlna, porta usb e spessore ridotto a circa 3 cm. Tutti i tv al plasma di Samsung hanno pannelli senza piombo e possono vantare la certificazione europea Eco Flower.
La gamma blu-ray si rinnova con diversi modelli, separati o già integrati in sistemi home theater. Il modello di punta Bd-P4600 (399 euro) è talmente sottile (39 mm) che si può anche fissare in verticale a parete, è predisposto per il collegamento wi-fi dedicato alle funzioni Bd Live 2.0 oppure per accedere ai contenuti web come già visto per i televisori. Il modello Bd-P3600 (369 euro) ha praticamente le stesse funzioni ma il collegamento wi-fi avviene tramite una chiavetta usb esterna. Il modello base Bd-P1600 (269) ha dimensioni più tradizionali e rinuncia alle uscite audio 7.1 ma è comunque predisposto per il collegamento wi-fi. Molto interessante la soundbar Ht-Bd8200, con lettore,amplificatori e diffusori riuniti in un unico elemento facilmente fissabile a parete sotto al televisore; il subwoofer attivo in dotazione al sistema si collega senza fili e può essere collocato in posizione defilata. Il modello Ht-Bd7200 ha praticamente le stesse funzioni ma ha i diffusori 2.1 separati, per chi preferisse una soluzione da sistemare su un ripiano o scaffale. La sezione blu-ray di questi due sistemi ha le stesse funzioni e la stessa qualità delle immagini degli apparecchi separati.

E la tragedia finisce in diretta su Facebook

Svolta La ricerca di notizie su Internet comincia subito dopo il terremoto

Una scossa che dall'Abruzzo si muove velocemente verso il resto d'Italia. E più in là a Berlino, Tokyo, New York, Londra. Per un giorno gli occhi del «villaggio globale» tanto caro a Marshall McLuhan sono tutti puntati sull'Italia. «La peggiore tragedia del millennio», per dirla con le parole del capo della Protezione civile Guido Bertolaso, occupa le prime pagine dei siti internet dei principali media internazionali, finisce su Youtube, viene raccontata in diretta su Facebook e Twitter. Quando, alle 3.32 la terra trema, la domanda che percorre il mondo è una sola: cosa sta succedendo? Si accende la televisione alla ricerca di una risposta. Ma il video tace. Il primo canale a mandare in diretta le immagini de L'Aquila e le testimonianze telefoniche dei sopravvissuti sarà, qualche minuto più tardi, Rainews24. Online, però, la notizia è già di dominio pubblico. E il popolo della rete si scatena. Sono lontani i tempi in cui per avere informazioni su un terremoto bisognava attendere le edizioni speciali del telegiornale o il quotidiano del mattino. È come se tutto il mondo si fosse svegliato e, in pigiama, fosse sceso in piazza. Quella piazza è Internet. «Dopo la scossa - racconta Gianluca Nicoletti conduttore della trasmissione radiofonica Melog su Radio24 - mi sono messo al computer e ho visto che il mio gruppo virtuale su Facebook (che conta oltre 5.000 «amici» ndr) era in "fibrillazione". Allora ho cominciato a pubblicare le agenzie che arrivavano. Quindi ho telefonato a delle amiche che vivono a L'Aquila. Erano per strada, volevano sapere cosa stava succedendo. Ho ricevuto messaggi e telefonate dall'Indocina, dal Brasile, da New York. Sono rimasto davanti allo schermo fino alle 6 a scambiare informazioni. Qualcuno pubblicava le mappe di Google per far vedere i paesi colpiti dal sisma. Tutti erano alla ricerca di notizie». Forse è proprio questa la grande novità di questa tragedia. Per la prima volta il social network non è stato il luogo dove scambiarsi foto più o meno divertenti o chattare per far passare un po' di tempo, ma ha mostrato il volto di una comunità globale. E non è mancato chi, pochi minuti dopo il sisma, ha preso la palla al balzo per «beatificare» Giampaolo Giuliani il tecnico che «aveva predetto» la tragedia (sono nati i gruppi «Giuliani eroe nazionale», «Chiedere scusa a Giuliani», «Solidarietà per Giuliani», «Giuliani aveva ragione sul terremoto», «Sosteniamo Giampaolo Giuliani ed il brevetto per la previsione di terremoti»). Mentre altri hanno cercato di testimoniare la propria solidarietà alle famiglie e ai cittadini abruzzesi anche scambiando informazioni utili come i numeri di telefono per l'emergenza, i riferimenti per donare il sangue o le segnalazioni per organizzare «aiuti concreti» per la popolazione sfollata. Intanto le immagini dei cittadini estratti dalle macerie rimbalzavano da Al Jazeera alla Cnn.

fonte: iltempo

I gruppi di Facebook e Twitter si mobilitano per il terremoto

Il terremoto che ha colpito l’Abruzzo nelle scorse ore ha fatto nascere un centinaio di gruppi spontanei su Facebook, un modo come un altro per sentirsi vicini alle vittime ed ai loro famigliari.



Il sentimento di partecipazione, anche se espresso con un mezzo virtuale come un social network, può servire in casi come questo per dare un gesto di solidarietà ai parenti delle vittime, che purtroppo continuano ad aumentare.

Tra i principali gruppi vi sono alcuni, come Aiutiamo le vittime del terremoto, che riporta nella descrizione:

Questo gruppo nasce per favorire e coordinare gli aiuti alle vittime del terremoto da parte dei membri di Facebook.
Chiunque abbia indirizzi utili, numeri di telefono, conti correnti e altre informazioni, può metterle qui a disposizione degli amici abruzzesi, i quali possono segnalarci le situazioni più critiche e consigliarci sul modo migliore per aiutarli.

Sono presenti poi alcuni gruppi, come "Una goccia tra le macerie – Io dono il sangue per i feriti del terremoto – Non mi costa nulla e salva la vita" in cui è possibile prendere contatto ed informarsi su come donare sangue, in particolare l’universale 0 RH negativo.

Anche Twitter, il micro-blogging, serve a tenersi informati e vicini alle vittime, la corsa alla solidarietà è partita.

fonte: pctuner

Anche il Governo cinguetta su Twitter

Per chi volesse sentire i cinguettii del Governo, da qualche ora è attivo l’apposito account su Twitter che aggiorna sulle novità dalla sala dei bottoni. Alcuni esempi direttamente dagli ultimi “twit”:

* Evasione fiscale: un nemico da sconfiggere
* Fisco. Il governo convince i contribuenti
* Assenteismo dipendenti pubblici: - 40 per cento!


L’account risulta per la verità essere attivo da tempo (in parallelo ad una omologa presenza su Facebook), anche se solo nelle ultime ore la cosa sembra aver raccolto un certo passaparola che ora sta portando anche su questo blog la segnalazione.

La domanda da porre, però, è: a cosa serve un canale di Twitter per informare delle attività del Governo? I mezzi possibili sono variegati e molteplici, tutti più rapidi e completi. Di per sé una informazione rapida ed incompleta sulle attività del Governo riduce a slogan qualcosa di ben più serio e composito.

L’iniziativa, insomma, lascia il tempo che trova. Come per il resto una moltitudine di improvvisati account su Facebook, o tutta una serie di blog lasciati in malora dopo pochi post promozionali. Ed è questa (è evidente) la cosa più bipartizan che può vantare la politica italiana: il disordinato approccio al Web.

Vivere la rete non significa solo esserci. Come abitare in un paese non significa solo averci la residenza.

[fonte: webnews.it]

FOTO DI DEMI MOORE IN SLIP MARITO LA METTE SUL WEB

Finora erano state in stragrande maggioranza persone comuni a postare i propri scatti sexy sui social network. Le star, sempre gelose della propria privacy, non l'avevano mai fatto. Ora la storia cambia. Ashton Kutcher, marito di Demi Moore, ha postato sulla propria pagina di "Twitter", social network concorrente di "Facebook" uno scatto supersexy della sexissima moglie: la fotografia sembra scattata con il telefonino e ritrae il bel fondoschiena della Moore in slip piegata in avanti nell'atto di spogliarsi. Chiosando la bravata con il messaggio: "Shhhh, non ditelo alla mia mogliettina". Una bella rivoluzione, perché a postare lo scatto non è stato un ammiratore della star di "Striptease" malato di voyeurismo, ma suo marito, anch'egli attore. Un po' come se Brad Pitt si improvvisasse paparazzo e si mettesse a scattare foto ad Angelina Jolie nuda e poi le mettesse su un social network.

fonte: leggo

Seesmic for Facebook 0.2-Facebook arriva sul desktop, ma assomiglia a Twitter

Seesmic for Facebook è un client per aggiornare il proprio status su Facebook dal desktop, senza dover accedere al sito. Mostra anche gli ultimi “pensieri” degli amici

Vuoi aggiornare il tuo profilo su Facebook. O vuoi seguire gli aggiornamenti dei tuoi amici, e solo quelli. Niente iscrizioni a gruppi, niente eventi, niente discussioni in bacheca. Solo gli status, tuoi e dei tuoi contatti. Seesmic for Facebook è l’applicazione ideale.

È un piccolo client creato con la tecnologia Adobe Air, che si installa nella tray di sistema, ti notifica cambiamenti di status dei tuoi contatti, e ti permette di aggiornare il tuo. Tutto qui. In un certo senso, Seesmic for Facebook trasforma il noto social network in un Twitter. Essenziale e senza distrazioni.

Seesmic for Facebook è ancora in fase beta, e si vede. Non ci sono opzioni di sorta, nemmeno per disabilitare l’avviso sonoro quando arriva un nuovo status. E non è neanche possibile commentare un aggiornamento di un amico. Però Seesmic for Facebook elimina un mucchio di paccottaglia che ruota attorno a questo social network, concentrandosi su quella che è probabilmente la funzionalità più interessante.


Vai al sito ufficiale

Download http://seesmic-for-facebook.softonic.it
L’introduzione della nuova homepage di Facebook è ormai realtà per praticamente tutti gli iscritti, che a giudicare dall’andamento del nostro sondaggio proposto nel link precedente in buona percentuale (circa il 70%) non hanno gradito le modifiche apportate dallo staff tecnico del social network.
Una delle principali accuse mosse dalla community è quella di aver reso la homepage troppo simile a quella di Twitter, che ha portato addirittura qualcuno a modificare la pagina d’aiuto di Facebook riportando la scritta “Abbiamo aggiornato la nostra home perché volevamo copiare Twitter”: nonostante all’inizio si pensava fosse uno screenshot falso della pagina a quanto pare il tutto è realmente accaduto, anche se al momento non si sia ancora chi sia stato a modificare la pagina.

Wikio - Facebook

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