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Terremoto, colletta-truffa su Facebook

Marco Pellegatti, finto nipote del giornalista Carlo Pellegatti (Mediaset), sul proprio profilo sta cercando di raccogliere fondi per un'iniziativa benefica che sostiene esser stata organizzata insieme dal Milan e da Mediaset, ma che è in realtà inesistente

Ci sono sciacalli non solo tra le macerie delle città colpite dal terremoto, ma anche su Facebook: Marco Pellegatti, finto nipote del giornalista Carlo Pellegatti (Mediaset), sul proprio profilo sta cercando di raccogliere fondi per un'iniziativa benefica che sostiene esser stata organizzata insieme dal Milan e da Mediaset, ma che è in realtà inesistente. "Mediasetpremium in collaborazione con Ac Milan sta raccogliendo fondi per la popolazione dell'Abruzzo colpita dal terremoto. Se volete devolvere anche una minima cifra potete farlo su Carta Lottomaticard n...." si legge sul profilo del sedicente Marco Pellegatti.

Per smentire gli scettici che hanno messo in dubbio la sua parentela con il noto giornalista sportivo, ha inserito un post in cui spiega che "mio zio Carlo Pellegatti ha appena detto a Milan Channel che è iscritto a Facebook e che ha un nipote di nome Marco, quindi finitela, adesso non potete dire più nulla". "Non ho nessun nipote che si chiama Marco, non sono iscritto a Facebook e, soprattutto, non esiste nessuna raccolta fondi organizzata da Milan e Mediaset", ha chiarito Carlo Pellegatti, che ha già allertato l'ufficio legale di Mediaset e presenterà una denuncia alla polizia postale.

Sisma Abruzzo, probabilmente altri 6 sotto macerie Casa studente

E' probabile che ci siano ancora sei persone sotto le macerie della Casa dello studente dell'Aquila, crollata in seguito al forte sisma che ha fatto almeno 179 vittime. E' quanto riferiscono i soccorritori. Continua a leggere questa notizia

"Poco dopo le 8 abbiamo estratto il cadavere di un ragazzo, ma pensiamo ci siano ancora sei persone sotto", ha detto un vigile del fuoco che con i colleghi e altri soccorritori continua a lavorare tra le macerie in via XX settembre.

Nell'attività di ricerca vengono impegnati anche diversi cani delle unità cinofile.

Attraverso uno squarcio nella facciata del primo piano della Casa dello Studente si intravedono una scrivania, una libreria e uno zaino. Vicino al luogo del crollo, tra gli oggetti recuperati durante le ricerche e accatastati in un angolo, ci sono manuali di diritto penale, psicologia e matematica, quaderni e cartelline, dei cd, delle riviste e un pupazzo.

fonte: yahoo

E la tragedia finisce in diretta su Facebook

Svolta La ricerca di notizie su Internet comincia subito dopo il terremoto

Una scossa che dall'Abruzzo si muove velocemente verso il resto d'Italia. E più in là a Berlino, Tokyo, New York, Londra. Per un giorno gli occhi del «villaggio globale» tanto caro a Marshall McLuhan sono tutti puntati sull'Italia. «La peggiore tragedia del millennio», per dirla con le parole del capo della Protezione civile Guido Bertolaso, occupa le prime pagine dei siti internet dei principali media internazionali, finisce su Youtube, viene raccontata in diretta su Facebook e Twitter. Quando, alle 3.32 la terra trema, la domanda che percorre il mondo è una sola: cosa sta succedendo? Si accende la televisione alla ricerca di una risposta. Ma il video tace. Il primo canale a mandare in diretta le immagini de L'Aquila e le testimonianze telefoniche dei sopravvissuti sarà, qualche minuto più tardi, Rainews24. Online, però, la notizia è già di dominio pubblico. E il popolo della rete si scatena. Sono lontani i tempi in cui per avere informazioni su un terremoto bisognava attendere le edizioni speciali del telegiornale o il quotidiano del mattino. È come se tutto il mondo si fosse svegliato e, in pigiama, fosse sceso in piazza. Quella piazza è Internet. «Dopo la scossa - racconta Gianluca Nicoletti conduttore della trasmissione radiofonica Melog su Radio24 - mi sono messo al computer e ho visto che il mio gruppo virtuale su Facebook (che conta oltre 5.000 «amici» ndr) era in "fibrillazione". Allora ho cominciato a pubblicare le agenzie che arrivavano. Quindi ho telefonato a delle amiche che vivono a L'Aquila. Erano per strada, volevano sapere cosa stava succedendo. Ho ricevuto messaggi e telefonate dall'Indocina, dal Brasile, da New York. Sono rimasto davanti allo schermo fino alle 6 a scambiare informazioni. Qualcuno pubblicava le mappe di Google per far vedere i paesi colpiti dal sisma. Tutti erano alla ricerca di notizie». Forse è proprio questa la grande novità di questa tragedia. Per la prima volta il social network non è stato il luogo dove scambiarsi foto più o meno divertenti o chattare per far passare un po' di tempo, ma ha mostrato il volto di una comunità globale. E non è mancato chi, pochi minuti dopo il sisma, ha preso la palla al balzo per «beatificare» Giampaolo Giuliani il tecnico che «aveva predetto» la tragedia (sono nati i gruppi «Giuliani eroe nazionale», «Chiedere scusa a Giuliani», «Solidarietà per Giuliani», «Giuliani aveva ragione sul terremoto», «Sosteniamo Giampaolo Giuliani ed il brevetto per la previsione di terremoti»). Mentre altri hanno cercato di testimoniare la propria solidarietà alle famiglie e ai cittadini abruzzesi anche scambiando informazioni utili come i numeri di telefono per l'emergenza, i riferimenti per donare il sangue o le segnalazioni per organizzare «aiuti concreti» per la popolazione sfollata. Intanto le immagini dei cittadini estratti dalle macerie rimbalzavano da Al Jazeera alla Cnn.

fonte: iltempo

I gruppi di Facebook e Twitter si mobilitano per il terremoto

Il terremoto che ha colpito l’Abruzzo nelle scorse ore ha fatto nascere un centinaio di gruppi spontanei su Facebook, un modo come un altro per sentirsi vicini alle vittime ed ai loro famigliari.



Il sentimento di partecipazione, anche se espresso con un mezzo virtuale come un social network, può servire in casi come questo per dare un gesto di solidarietà ai parenti delle vittime, che purtroppo continuano ad aumentare.

Tra i principali gruppi vi sono alcuni, come Aiutiamo le vittime del terremoto, che riporta nella descrizione:

Questo gruppo nasce per favorire e coordinare gli aiuti alle vittime del terremoto da parte dei membri di Facebook.
Chiunque abbia indirizzi utili, numeri di telefono, conti correnti e altre informazioni, può metterle qui a disposizione degli amici abruzzesi, i quali possono segnalarci le situazioni più critiche e consigliarci sul modo migliore per aiutarli.

Sono presenti poi alcuni gruppi, come "Una goccia tra le macerie – Io dono il sangue per i feriti del terremoto – Non mi costa nulla e salva la vita" in cui è possibile prendere contatto ed informarsi su come donare sangue, in particolare l’universale 0 RH negativo.

Anche Twitter, il micro-blogging, serve a tenersi informati e vicini alle vittime, la corsa alla solidarietà è partita.

fonte: pctuner

Terremoto: la terra continua a tremare

Mentre continuano le scosse di terremoto a L'Aquila e nelle zone limitrofe, il Dipartimento del sottosegretario Guido Bertolaso rende noto che sono 5000 le unità del Sistema Nazionale della Protezione Civile operative nelle zone colpite dal sisma. Di queste, oltre ai Vigili del Fuoco, 1300 appartengono alle Forze di Polizia, 800 alla Croce Rossa e 1000 sono i militari attivi sul territorio. Si attende l'arrivo di altri uomini delle Forze Armate e di nuovi volontari che si andranno ad aggiungere agli 800 già sul posto.
L'ultima scossa registrata all'1:15, con intensità di magnitudo 4.8 scala Richter, è stata una delle più forti dopo quelle della scorsa notte. I comuni di Pizzoli, Parete, Catipignano e Cagnano Amiterno, le zone prossime all'epicentro.
Mezz'ora prima, alle 00:47, gli strumenti avevano registrato una scossa di magnitudo 3.6 scala Richter nei territori de L'Aquila, Collimenti, Villagrande e Scoppitto, preceduta da una alle 23.57 di magnitudo 3.8.

Terremoto in Abruzzo. Numero di morti sale a 179, 17.000 gli sfollati

Si aggrava il bilancio del terremoto che ha devastato l'Abruzzo nella notte tra domenica e lunedi. Sono 179 i morti accertati: 40 delle vittime non sono state ancora identificate.

Secondo i dati forniti dalla Protezione civili i dispersi sono 34 mentre i feriti sono 1.500. Gli sfollati sono complessivamente 17.000, di cui 10.000 a L'Aquila e 7.120 nella provincia.
Prosegue senza sosta, intanto, l'opera dei soccorritori che continuano a scavare tra le macerie dei palazzi e delle case crollate alla ricerca di sopravvissuti. Fino ad ora oltre 100 persone sono state estratte vive.
Il lavoro delle squadre di soccorso non si è interrotto nemmeno durante la notte sia all'Aquila che nei comuni limitrofi: operazioni rese ancora più complesse dalle decine di scosse che si sono succedute, la più violenta della quali alle 1.15 con una magnitudo di 4.8.
Il sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, dopo un sopralluogo tra le rovine della città e della Casa dello Studente, in via XX Settembre, ha detto che sotto le macerie dell'ostello potrebbero ancora esserci cinque persone.

fonte: newsrimini

Marta, 24 anni, dopo 23 ore estratta viva dalle macerie

I soccorsi continuano a scavare: ci sono ancora altre persone

Si stavano perdendo le speranze, ma lunedì notte, erano le 2.02, Marta Valente, giovane donna di 24 anni, è stata estratta viva dalle macerie della sua casa, quattro piani di un palazzo l'avevano sepolta viva. E lì, tra le polveri e sotto i massi accatastati, è sopravvissuta per 23 ore, sino a quando un gruppo di speleologi che scavavano con le mani nude non sono riusciti a riportarla alla luce. Marta Valente era rimasta intrappolata nella sua casa andata distrutta all'Aquila, in via Sant'Andrea, e risultava dispersa, ma si è aggrappata alla vita.
E non è l'unica storia che nella tragedia è andata a lieto fine. Un medico del 118, Giorgio Casaccia, di Teramo, ha spiegato che l'operazione di salvataggio della giovane donna è stata molto complessa, ci sono volute cinque ore per raggiungerla scavando un cunicolo tra i detriti. La giovane era stata individuata grazie alla testimonianza di un ragazzo, Matteo, che poche ore prima era stato a sua volta tratto in salvo e dopo ha indicato la zona in cui era intrappolata l'amica. "C'erano travi pericolanti tutte attorno", ha detto il soccorritore, e aveva "le gambe bloccate dai massi". Ma i volontari, come le persone intrappolate, non si arrendono. "Ci sono altre persone tra le macerie", e continua così la lotta contro il tempo.

fonte: 4minuti

Video: Terremoto in abruzzo, conferenza stampa di Berlusconi e Bertolaso



Altri video in merito nei link a seguire:

Terremoto Abruzzo: la conta dei morti sale ancora

Il bilancio attuale, secondo i soccorritori sarebbe di 92 vittime accertate, ma secondo il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, le vittime saranno almeno tra le 100 e le 150.
Nella sola piccola Onna, 400 abitanti, i morti sarebbero 50. Inoltre, secondo i vigili del fuoco, il 50% delle case dell'Aquila non è agibile. Decine di migliaia gli sfollati, 50.000 secondo la Reuters. Almeno 26 i comuni interessati in modo serio dal sisma.
Particolarmente difficile il compito dei soccorritori. Le continue scosse di assestamento rischiano di far crollare gli edifici lesionati mentre la Prefettura, dalla quale abitualmente vengono coordinati i soccorsi, è andata interamente distrutta.

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