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Nude davanti l'obiettivo e poi via su Facebook: la nuova moda, il sexting

Si chiama sexting e qui dalle nostre parti significa ancora poco. Ma è solo una questione semantica. Il significato alligna già fra i giovani virgulti. Ed è una moda. La mania di scambiare foto osè con amici e conoscenti. Oltreoceano il sexting è dilagato a tal punto da costringere qualche giudice a prendere carta e penna e metter un po' d'ordine in materia. In Pennsylvania la polizia si è occupata dello scambio di foto osè e in New Jersey una quattordicenne è finita in manette per aver postato sul suo profilo di MySpace alcune foto senza veli. Insomma, quella che potrebbe sembrare una gogliardata, una versione digitalizzata del gioco del dottore o del Souvenir d'Italie, è una moda pericolosa, specialmente in età adolescenziale.

Bastano un telefono cellulare, un computer, una digitale e un po' di esibizionismo. Scende la spallina, occhieggia il capezzolo, sbuca la natica e il gioco è fatto. L'immagine è pronta per essere gettata nel mare della rete. Gettonatissimo il topless. Brigitte Bardot lo esibiva sulla Cote D'azur le giovani 2.0 preferiscono i "posati" davanti al cellulare.

E poi c'è il baratto. L'antica prassi dello scambio bilaterale di beni. Io ti do una figurina e tu me ne dai un'altra. Biglia per biglia, scubidù per scubidù, come in una legge del taglione. Ma quelli erano i tempi della rabona, non della Play Station. Quindi coscia per coscia, seno per seno. E la piazza di questi scambi spesso è la scuola.

Una moda che dilaga fra i giovanissimi. E il dato, allarmante, arriva dagli States. Secondo un sondaggio condotto on line il 20 per cento dei ragazzi fra i 16 e i 19 anni pratica il sexting. Una volta fra i banchi di scuola ci si distraeva con battaglie navali e scherzi al compagno di banco. Ora, da una fila all'altra, sotto gli occhi ignari degli insegnanti, ci si scambiano foto osè. E poi, come da tradizione, tutto finisce on line. Basta fare un giro fra i più popolari social network per perdersi in una teoria infinita di foto le cui didascalie iniziano sempre con il primo pronome personale. Io nuda, io sexy, io in perizoma... ecc ecc. Facebook, Myspace e Flickr ne sono un esempio. Ma ci si accorge della portata del fenomeno frugando nelle reti dedicate ai teenager. Vuoi mettere un profilo su Badoo senza una foto sexy? Non sia mai.

La camera oscura E vostro figlio si improvviserà Helmut Newton. Tutti pronti con l'autoscatto, bicipite teso, addominali serrati come una saracinesca, gambe maliziosamente accavallate. Nella migliore delle ipotesi. In rete impazzano foto e video di ragazzi che si sono autopromossi modelli e hanno gettato la loro bottiglia di nudità nel mare della rete. In attesa, generalmente non troppo lunga, che qualcuno la peschi. E, dietro i risvolti preoccupanti di questo trend, qualche volta si nasconde una risata. La ragazzina che balla in lingerie aggrappandosi a un'anta dell'armadio, come fosse un palo da lap dancer, e se lo tira dietro rimandone schiacciata. O il ragazzo "beccato" dalla madre in tenuta adamitica davanti alla webcam.

Autoscatti osè su Facebook, nuova moda dei teenager: il Sexting

Polemica negli Usa per la diffusione del «Sexting»: le immagini scambiate con cellulari o diffuse via web

E’ polemica in America sul «Sexting», un termine nuovo, la trasmissione on line, via cellulare ma non solo, dei propri nudi e seminudi. Da un sondaggio del 2008 risulta che un adolescente americano su cinque, maschi e femmine dai 13 ai 19 anni, si mostra a tutti in versione «nature» o discinta, talora ai limiti della pornografia. Lo scambio di queste foto, una forma di esibizionismo sessuale, è in aumento, tanto che le autorità si chiedono se e come fermarlo.

MORALE A RISCHIO? - «E’ un fenomeno molto preoccupante - ammonisce Bill Albert della Campagna di prevenzione delle gravidanze minorili - che dall’America si diffonde nel mondo. Sono foto suggestive». La polemica sul «Sexting» è esplosa questo mese, dopo che i media ne hanno messo in evidenza la crescita. Come riferisce il Wall Street Journal esaminando il fenomeno, l’America si è divisa in due. Parte del pubblico crede che, con le sue immagini titillanti, il «Sexting» sia un rischio per la morale familiare; ma un'altra parte contesta il sondaggio del 2008, che a suo giudizio avrebbe «gonfiato» il fenomeno. David Finkelhor, un sociologo che si occupa di crimini contro i bambini, nota a esempio che il sondaggio fu condotto solo on line: «E’ probabile che vi abbiano risposto gli esibizionisti, i cow boys e le cow girls dell’internet, sessualmente liberi, e non rifletta la condotta della massa».

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USA, nuove leggi per il sexting, danneggiato Facebook!

Le autorità statunitensi non sembrano essere intenzionate a mettere in soffitta il pugno duro contro i minori beccati ad inviare immagini osè via web e cellulare: questo è quanto emerge dai recenti fatti di cronaca che vedono coinvolta una 14 enne originaria del New Jersey, arrestata con l'accusa di pedopornografia e conseguente rischio di finire sulla gogna elettronica online. Mentre questo nuovo caso avvampa le polemiche sul modus operandi della legislazione statunitense, dall'Ohio arriva una proposta di legge volta a fornire chiare linee guida in materia di provvedimenti penali per chi dovesse macchiarsi del reato di sexting: la speranza è quella di introdurre sanzioni meno punitive e più supporto per i minori.

Lo scenario su cui si sono svolti gli avvenimenti che hanno portato all'incriminazione dell'adolescente è il web, precisamente quella porzione circoscritta al suo profilo personale di MySpace: sarebbe qui che la ragazzina, di cui non sono state diramate le generalità per via della giovane età, avrebbe postato alcune foto che la ritraevano senza veli. Foto esplicite, che sarebbero state in qualche modo segnalate alle autorità competenti che hanno in seguito provveduto all'arresto della giovane, la quale si è giustificata dicendo di aver caricato le immagini incriminate così che il suo ragazzo le vedesse.

Le accuse che pendono ora sul capo della giovane ragazza, ora affidata alla custodia di sua madre, sono pesantissime: detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. Se giudicata colpevole, la ragazzina rischia una pena fino a 17 anni di reclusione, nonché l'iscrizione al registro dei sex offender, anche noto come gogna online. "Sfortunatamente, i giovani non hanno gli stessi criteri di giudizio degli adulti" spiega Seth Kreimer, docente di diritto costituzionale presso la University of Pennsylvania.

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Sexting, "l'arte" delle teenager nel farsi gli autoscatti osè e pubblicarli su Facebook: è una vera moda

Ma tu guarda 'sto porco che scrive. Ma cosa diavolo c'azzecca la moda del sexting, e perchè mai ci si deve occupare dei nudi delle teenager vogliose su un blog di spettacoli? Calma, mò ci arrivo. Prima spiego cos'è il sexting, "arte" che forse molti di voi adulti non conoscono ma che magari - vi auguro di no - le vostre figlie praticano tra sghignazzate, sguardi ammiccanti e tette al vento ('mazza che angoscia che vi sto mettendo, vero?).

Sexting, definizione abbozzata: è un incrocio tra texting and sex, ed è un simpatico passatempo che sta spopolando in Usa ma che ha diversi adepti anche in Italia. Per gioco, le vostre figlie - ma anche i figli maschi, non crediate - spediscono i loro corpi nudi, fotografati con il cellulare, ad amici e compagni di classe. No, non ad amici e parenti. In cambio, spesso, ricevono lo stesso regalino. Si spera, anche perchè va bene l'esibizionismo fine a se stesso, ma soprattuto per i maschietti si spera in un congruo ritorno. Ecchediamine.

E' una cosa preoccupante? Sì, lo è.

Ora passo a spiegarvi perchè l'argomento rientra nelle competenze di un blog di spettacoli, e lo faccio pubblicando una foto che dice più di mille pallose parole come quelle inserite fino ad ora.

Chi è la tipina qui accanto? Eh, voi mamme e papà probabilmente non ne avete idea, ma quei marpioni dei vostri figli sanno bene chi sia. Si chiama Vanessa Hudgens, fidanzata di Zac Efron, ed è una degli idoli dei vostri pargoletti. Una star della tv (e del gossip). La foto qui sopra è stata scattata proprio da un cellulare, ed è finita in rete. Capirete anche voi, a questo punto, perchè c'entra il sexting con un blog di spettacoli. Solitamente non sono i vostri figli a fare la prima mossa, nella maggior parte dei casi si comportano in maniera "astrusa" spinti da qualcuno di famoso. Ecco, appunto. Qui sopra c'è un esempio, e ovviamente non è il solo. Ce ne sono a bizzeffe in giro per la rete. Fidatevi. Non è che sono un maniaco, lo so perchè occupandomi spesso di star Usa visito blog americani nei quali foto di questo genere sono all'ordine del giorno.

Non so, è come se, ai vostri tempi, una delle giovini star televisive che seguivate con tanto amore e affetto fosse comparsa sulla pagina del vostro giornaletto preferito (no, internet ancora non c'era) completamente desnuda. Ai tempi sarebbe stato uno scandalo ancor più grosso, ma dentro di voi un piccolo tassello di disibinizione sarebbe volato via assieme alla pagina strappata e conservata nel cassetto segreto della camera (nel caso della Hudgens i ragazzi di oggi avranno la foto nella cartella segreta nascosta nel computer).

Il sexting è comune tra le ragazze tra i 14 e i 16 anni. L'età della scoperta del sesso, che ovviamente ai nostri tempi godeva di una soglia assolutamente più alta, coincide anche con le prime forme di esibizione sullo stile della star mezze nude, e soprattutto sullo stile delle tante tette che non mancano mai in tv. Ed è proprio il seno la parte più mostrata agli amichetti. Il topless, del resto, è ufficialmente sdoganato.

Quindi? Bè, non saprei che dirvi, non me la sento di mandarvi a sbirciare i cellulari dei vostri figli, però fate attenzione. Eh, un suggerimento banalotto. Me ne rendo conto. Facciamo così: io vi ho avvertito, ora siete liberi di fare ciò che volete. Volete un esempio tutto italiano di sexting? Chiara Fantoni (e le foto che sono circolate in rete erano pornografiche, non semplicemente sensuali. Tanto che non le avremmo pubblicate anche se Chiara fosse stata maggiorenne).

Spero non vi dobbiate trovare un giorno di fronte a foto come quelle qui sopra. Auguri. In bocca al lupo. Insomma, che Dio ce la mandi buona. Ho un figlio anche io, non è che mi sto divertendo a mettervi in ansia e basta. Signùr che ansia.

fonte: blogsphere

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